Neuropsicologia · 6 min di lettura

Valutazione neuropsicologica a Cagliari: a cosa serve e come si svolge

di Dott.ssa Laura Poddighe, psicoterapeuta e neuropsicologa a Cagliari

In breve: la valutazione neuropsicologica è un esame che, attraverso colloqui e test standardizzati, fotografa come funzionano memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive e comportamento. Si svolge in tre momenti — colloquio iniziale, somministrazione dei test, colloquio di restituzione — e serve a capire le difficoltà, i punti di forza e a impostare, se necessario, un percorso di riabilitazione cognitiva su misura.

Capita spesso che a chiedere una valutazione non sia direttamente la persona interessata, ma un familiare: «mia madre ripete le stesse domande», «dopo l’ictus mio marito non riesce più a seguire una conversazione», «da quando ho avuto l’incidente faccio fatica a concentrarmi al lavoro». Dietro queste frasi ci sono preoccupazioni concrete, a cui una valutazione neuropsicologica può dare una prima risposta chiara.

Cos’è la valutazione neuropsicologica

È un esame clinico che studia il rapporto tra il funzionamento del cervello e il modo in cui una persona pensa, ricorda, si orienta, prende decisioni e si comporta. A differenza degli esami strumentali (come TAC o risonanza magnetica), che mostrano la struttura del cervello, la valutazione neuropsicologica misura il funzionamento: cosa riesce a fare la persona nella vita di tutti i giorni e dove incontra difficoltà.

Le aree indagate sono di solito:

  • memoria a breve e a lungo termine, verbale e visiva;
  • attenzione e velocità di elaborazione;
  • linguaggio (comprensione, produzione, denominazione);
  • funzioni esecutive: pianificare, organizzare, passare da un compito all’altro, controllare gli impulsi;
  • abilità visuo-spaziali e prassiche;
  • aspetti emotivi e comportamentali, che spesso accompagnano le difficoltà cognitive.

Quando è utile richiederla

La valutazione è indicata per adulti e anziani in diverse situazioni:

  • dopo un evento cerebrovascolare (ictus, emorragia cerebrale);
  • dopo un trauma cranio-encefalico, anche a distanza di tempo;
  • in presenza di patologie neurologiche (ad esempio sclerosi multipla, malattia di Parkinson, epilessia);
  • quando si sospetta un quadro neurodegenerativo, come una demenza, o si notano cambiamenti di memoria e comportamento legati all’età;
  • in persone con disturbi psichiatrici che presentano difficoltà cognitive, ambito in cui ho svolto anche attività di ricerca.

Non serve aspettare che le difficoltà siano gravi: una valutazione precoce permette di avere un punto di partenza oggettivo, di monitorare l’andamento nel tempo e di intervenire prima.

Come si svolge: le tre fasi

1. Il colloquio conoscitivo

Il primo incontro serve a raccogliere la storia della persona: come sono comparse le difficoltà, quali sono le abitudini quotidiane, eventuali diagnosi e terapie in corso. Quando è utile, partecipano anche i familiari, che spesso notano cambiamenti che la persona stessa fatica a riconoscere. Porta con te la documentazione medica che hai (referti, esami, lettere di dimissione).

2. La somministrazione dei test

Si utilizzano test neuropsicologici standardizzati, scelti in base alla domanda clinica: prove carta e matita, compiti di memoria, di attenzione, di ragionamento. Non sono “esami da superare”: non c’è niente da studiare e nessun voto. Il clima è tranquillo e si rispettano i tempi della persona, prevedendo pause o più incontri se la stanchezza lo richiede.

3. Il colloquio di restituzione

Nell’ultimo incontro ti spiego con parole chiare cosa è emerso: quali funzioni sono preservate, quali risultano più fragili e cosa significa per la vita quotidiana. Ricevi una relazione scritta, utile anche per il medico curante o per lo specialista che ti segue, e insieme valutiamo i passi successivi.

E dopo? Stimolazione e riabilitazione cognitiva

La valutazione non è un punto di arrivo. Se emergono difficoltà, si può impostare un programma di riabilitazione cognitiva con esercizi costruiti sui bisogni specifici della persona, oppure un percorso di stimolazione cognitiva per mantenere attive le abilità e prevenire il declino. Quando ad assistere la persona è un familiare, può essere prezioso anche uno spazio di supporto dedicato al caregiver.

Quanto costa e come prenotare

Il costo dipende dal numero di incontri e dai test necessari, che variano a seconda della domanda clinica. Per questo preferisco darti un’indicazione precisa dopo un primo contatto, in cui capiamo insieme di cosa hai bisogno. Puoi scrivermi dal modulo, chiamarmi al +39 348 853 3112 o prenotare tramite MioDottore. Lo studio si trova in Via Procida, 8 a Cagliari.

Domande frequenti

Serve la prescrizione del medico?

No, in ambito privato puoi rivolgerti direttamente alla neuropsicologa. Se hai già referti o una richiesta del medico o del neurologo, portali: aiutano a orientare la valutazione.

La valutazione è faticosa?

Richiede concentrazione, ma i tempi si adattano alla persona: se serve si fanno pause o si divide il lavoro su più incontri.

Può essere fatta online?

La somministrazione dei test avviene di norma in studio, per garantire condizioni standard. Alcuni colloqui di approfondimento o di restituzione possono, se appropriato, svolgersi online.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Se stai vivendo un momento di forte difficoltà, rivolgiti al tuo medico o, in caso di emergenza, al 112.

Iniziare è la parte più difficile.

Scrivimi o chiamami: ti rispondo personalmente e troviamo insieme il momento giusto per un primo colloquio, in studio a Cagliari o online.